Gli strumenti che utilizziamo
Per le nostre creazioni non utilizziamo macchinari moderni né scorciatoie tecnologiche.
Utilizziamo le nostre mani, la nostra esperienza e gli stessi strumenti che venivano adoperati dagli storici Maestri vetrai di Murano.
È proprio questa artigianalità autentica, fatta di gesti antichi e lavorazione interamente a mano, a conferire valore, anima e preziosità a ogni singolo pezzo che realizziamo.
Nel tempo la tecnologia si è evoluta, si è trasformata, ha cambiato il modo di produrre.
Ma gli strumenti che utilizziamo noi non sono cambiati.
Sono gli stessi “ferri” di sempre, quelli utilizzati fin dalle origini di questa antica tradizione.
Utensili che non conoscono il tempo, perché il vero valore non ha bisogno di essere aggiornato.
I nomi degli strumenti per la lavorazione del vetro

Ogni strumento porta con sé una storia, un significato, una funzione precisa.
I nomi stessi raccontano la cultura e l’anima della tradizione veneziana.
Alcuni degli attrezzi che utilizziamo quotidianamente sono:
- Borsea (borsella)
- Taiante tonde e taiante dritte (tagliante tonde e dritte)
- Pinse (pinze)
- Un gatteo, tre gattoi
- Gelosia
- Rigadin
- A spina
- Stampi Ballotton
- A raggio
Ogni strumento utilizzato nella lavorazione del vetro non è un semplice attrezzo, ma un prolungamento della mano e del pensiero del Maestro.
Dietro ogni nome si nasconde una funzione precisa, un gesto antico, una storia tramandata nel tempo.
Borsea (borsella)
La Borsea è uno degli strumenti più iconici della fornace muranese.
Utilizzata per afferrare, modellare e stringere il vetro incandescente, richiede grande sensibilità e controllo.
Un solo movimento sbagliato può cambiare per sempre la forma dell’opera: per questo la borsella è simbolo di precisione, esperienza e sicurezza del gesto.
Taiante tonde e taiante dritte (tagliante tonde e dritte)
Le Taiante servono a tagliare il vetro ancora caldo, separando, rifinendo e definendo le parti dell’opera.
Le versioni tonde o dritte permettono interventi diversi, a seconda della forma e dello spessore del vetro.
Sono strumenti che richiedono tempismo perfetto: il vetro deve essere tagliato nel momento esatto in cui è ancora vivo, ma già pronto a prendere la forma definitiva.
Pinse (pinze)
Le Pinse permettono di tirare, piegare, incidere e modellare il vetro fuso con movimenti delicati e continui.
Sono fondamentali per creare decorazioni, foglie, fiori, bracci e dettagli ornamentali.
È uno strumento che racconta la raffinatezza della lavorazione artistica, dove ogni dettaglio nasce lentamente, sotto lo sguardo attento del Maestro.
Un gatteo, tre gattoi
Il Gatteo e i Gattoi sono strumenti tradizionali utilizzati per modellare superfici e creare texture particolari.
Il loro nome curioso richiama forme e movimenti agili, quasi felini, proprio come il gesto rapido e preciso che richiedono.
Servono a dare carattere all’opera, rendendo il vetro vivo, dinamico e mai uniforme.
Gelosia
La Gelosia è uno strumento utilizzato per incidere e segnare il vetro, creando effetti decorativi e giochi di luce.
Il suo nome evoca qualcosa che si lascia intravedere, mai completamente svelato, proprio come il vetro lavorato che filtra la luce in modo elegante e discreto.
Rigadin
Il Rigadin è una delle tecniche e degli strumenti più riconoscibili della tradizione muranese.
Serve a creare righe, scanalature e decorazioni lineari sulla superficie del vetro, donandogli profondità e movimento.
È una lavorazione che esalta la rifrazione della luce, rendendo ogni pezzo unico e immediatamente riconoscibile.
A spina
La lavorazione A spina permette di ottenere motivi intrecciati e strutture complesse, spesso utilizzate per elementi decorativi di grande pregio.
È una tecnica che richiede coordinazione, forza e sensibilità, perché il vetro deve essere lavorato in perfetta armonia con il calore.
Stampi Ballotton
Gli Stampi Ballotton vengono utilizzati per conferire al vetro la caratteristica superficie a rilievo geometrico, composta da piccole faccette regolari.
Questo tipo di lavorazione dona al vetro una matericità elegante e una capacità unica di riflettere e moltiplicare la luce.
A raggio
La lavorazione A raggio consente di creare forme aperte, armoniose e radiali, spesso utilizzate per bracci, coppe e strutture di grandi lampadari.
È una tecnica che richiede una visione d’insieme, perché ogni elemento deve dialogare con gli altri per mantenere equilibrio, proporzione e bellezza.
Tutti questi strumenti, ancora oggi, vengono utilizzati come una volta.
Perché la vera arte non ha bisogno di essere reinventata, ma solo rispettata e tramandata.
La tradizione veneziana è da sempre ricca di storie, credenze e leggende.
E non poteva essere diverso anche per questi strumenti e per i loro nomi, spesso curiosi e profondamente evocativi.

La modellazione artigianale del vetro
Ogni volta che un Maestro creava un nuovo attrezzo, era usanza dargli un nome.
Un nome che nasceva dal suo utilizzo, dalla forma, oppure da una situazione particolare legata alla lavorazione del vetro.
Così, ancora oggi, quando impugniamo uno di questi strumenti, non stiamo semplicemente lavorando il vetro:
stiamo continuando una storia.
Ogni gesto ripete un movimento antico.
Ogni attrezzo è un ponte tra passato e presente.
Ogni opera che nasce è il risultato di una tradizione che vive ancora, intatta, tra le mani dei Maestri.